
Lo stesso, come accennato, sottrattosi alla cattura in fase di esecuzione, del 18 gennaio 2011, dell’operazione denominata “Hispanica”, a seguito di mirate indagini è stato localizzato nel’hinterland milanese dove veniva tratto in arresto e ristretto a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Prima di lui era toccato al 50enne M.E.O, che nel pomeriggio del 29 settembre 2011 fu arrestato a Fiumicino presso gli uffici della polizia di frontiera dell’aeroporto Leonardo Da Vinci dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia proveniente da Oviedo (Spagna), dove veniva arrestato dal collaterale organo di polizia in esecuzione di mandato di arresto europeo. I componenti dell’organizzazione, compreso l’odierno arrestato, si ricorda erano massimi esponenti (i grossisti) di una complessa associazione criminale che faceva giungere in Italia ingenti partite di hashish dal Marocco e di cocaina dall’Olanda, utilizzando autovetture e, prevalentemente, automezzi pesanti, che venivano imbottiti dei quantitativi di droga tramite doppifondi nelle carrozzerie dei veicoli. Il sodalizio era costituito in “cellule con competenze gestionali e territoriali compartimentale”, di cui la principale era quella radicata a Bologna, che aveva il compito di smerciare lo stupefacente ed agiva in stretta sinergia con la paritetica di Milano, addetta invece a far giungere la droga in Italia. A tutti gli indagati è stato contestato il reato associativo, pluriaggravato anche dal carattere della trans nazionalità della condotta criminosa, avendo le indagini permesso di seguire e certificare, più volte, tutte le fasi di importazione della droga, dagli stati d’origine all’ Italia.

