
Motivo della vertenza, infatti, è la contrattazione con le compagnie petrolifere per il rinnovo dei contratti scaduti, la crisi dei consumi sulla rete autostradale, la modernizzazione della rete di distribuzione, i costi della moneta elettronica per i rifornimenti. A tutto ciò si aggiunge l’incapacità dal parte del Ministero dello sviluppo economico di opporre qualsiasi freno a comportamenti che costituiscono una vera e propria aggressione nei confronti di circa 24.000 piccole imprese di gestione e di oltre 120.000 lavoratori occupati nel settore nell’intero paese (di cui 1.500 imprese e 4.500 dipendenti in Emilia Romagna)”.
L’agitazione dei benzinai però non è conclusa: l’ipotesi del “no RID day” nei giorni precedenti il Natale , ciascun gestore rifiuterà pagamenti con moneta elettronica e manderà ‘insoluto’ il pagamento di una fornitura di carburanti, a titolo di parziale anticipo sull’adeguamento della propria remunerazione cha sarà definita dalla futura contrattazione per il rinnovo degli accordi collettivi nazionali, si fa sempre più probabile.

