
Il programma internazionale KidSmart, avviato in Italia dal 2000 dalla Fondazione Ibm, partendo dal presupposto che molti bambini vivono ora in un ambiente ricco di risorse multimediali che favoriscono nuove forme di creatività, comunicazione e capacità di collaborazione, offre loro opportunità di apprendimento nuove e stimolanti offrendo strumenti diversi da quelli tradizionali e può rivelarsi particolarmente efficace tra i bambini svantaggiati.
«Il nostro contributo – dichiara Franco Bernardi, per la Fondazione Ibm Italia – ha voluto essere un intervento di lungo periodo per le scuole così duramente colpite nella scorsa primavera. Le postazioni KidSmart sono progettate per un utilizzo facile e sicuro fin dalla più tenera età, con l’intento di migliorare i processi d’insegnamento e apprendimento, valorizzando il ruolo degli insegnanti come elemento essenziale per il successo di ogni iniziativa d’innovazione nella scuola».
Alla donazione si è accompagnata la formazione per gli insegnanti curata dalla Fondazione Asphi che, nei casi di bambini con diverse abilità gravi, ha messo a disposizione delle scuole d’infanzia beneficiarie la consulenza di esperti in tecnologie didattiche in modo che i docenti potessero acquisire le competenze necessarie a guidare i bambini all’uso dei pacchetti software che la postazione possiede in parte e che in parte possono essere scaricati gratuitamente da internet. Come spiega Piero Cecchini della Fondazione Asphi, «il nostro intervento di formazioni per oltre cinquanta insegnanti, si pone nel segno dell’integrazione scolastica dei bambini con bisogni speciali, che anche grazie all’utilizzo delle tecnologie possono veder migliorare la loro relazione e la loro accoglienza all’interno delle scuole dell’infanzia. È proprio questa infatti, da oltre trent’anni, la missione di Asphi: mettere le tecnologie informatiche al servizio dell’integrazione scolastica dei bambini con disabilità».
Le postazione KidSmart, che contengono un personal computer e un seggiolino con possibilità di seduta per tre bambini contemporaneamente o per un bambino con un adulto, sono state donate direttamente alle scuole d’infanzia. La scelta è stata operata in collaborazione con il Coordinamento pedagogico provinciale e l’Ufficio scolastico provinciale, con l’obiettivo, commenta Elena Malaguti, assessore provinciale all’Istruzione, «di ricostruire al più presto intorno ai nostri bambini il clima di serenità indispensabile per la loro crescita anche attraverso il recupero del gioco e della creatività con strumenti che valorizzano le loro capacità».


