
La figura di Arpad Weisz è stata protagonista, insieme ad altri sportivi dell’epoca, della mostra “Lo sport europeo sotto il nazionalsocialismo”, e dei convegni collegati alla rassegna, uno dei quali dedicato proprio all’allenatore ungherese, promossi dall’Assemblea legislativa poche settimane fa a Bologna. “Il Novecento è un secolo che ha ancora vaste zone d’ombra, lo studio dello sport può contribuire a illuminarle- aveva ricordato il presidente dell’Assemblea in occasione dell’inaugurazione della mostra, a novembre-, lo sport in quegli anni si è presentato sia come straordinario strumento di manipolazione nazionalistica, di propaganda e di costruzione dell’identità nazionale, sia come atto di resistenza e di affermazione della propria esistenza”.
A lanciare l’iniziativa per intitolare la sfida di Coppa Italia a Weisz sono stati i promotori di “W il Calcio”, il progetto promosso dall’associazione di volontariato Bandiera Gialla e dalla cooperativa Accaparlante, per “recuperare la bellezza, la magia, l’universalità del gioco del calcio”.

