
I primi tre classificati nel concorso che aveva come tema Il Volontariato, sono stati, nell’ordine: ‘Didascalie’, del carpigiano Paolo Covezzi; ‘Non tutto è rose e fiori’, di Roberta Calzolari, modenese; ‘Coraggio Signora Emilia’, di Francesco Pelizzi, di Mentecchio Emilia (RE). La Giuria – composta dal vignettista Oscar Sacchi, dall’esperto in comunicazione Claudio Varetto, dal rappresentante dell’assessorato alla cultura del Comune di Carpi Odoardo Semellini, dal membro del consiglio direttivo della Fondazione Casa del Volontariato Luigi Lamma, e dal presidente di USAHC Carlo Alberto Fontanesi – ha premiato le tre opere con il primo, secondo e terzo premio, rispettivamente due tablet e la stampa della vignetta terza classificata su maglietta.
Della rassegna è stato stampato anche un catalogo.

“Quello della vignetta umoristica è un linguaggio che può certamente stabilire una comunicazione più immediata con le persone, in particolar modo con le giovani generazioni – commenta il presidente della Fondazione Casa del Volontariato Lamberto Menozzi – alle quali la FCV presta un’attenzione particolare, consapevole che è tra le sue fila che si dovranno scoprire i volontari del prossimo futuro. Parlare di volontariato dunque, anche e soprattutto ai giovani, e farlo attraverso il sorriso, la risata intelligente, l’ironia che sa mettere in luce, con affetto, sia tratti peculiari che prospettive nascoste, impensate. Il caso ha voluto, poi, che il concorso – deciso prima di quegli accadimenti – si concludesse a pochi mesi appena dal sisma che così duramente ha colpito i nostri territori. In questo senso le vignette sul volontariato, che tanto si è rivelato prezioso nella fase dell’emergenza (talmente indispensabile che, probabilmente, senza di esso si sarebbe avuta una tragedia ben maggiore di quanto già non sia stata) acquistano un’ulteriore, duplice valenza: quella di celebrare lo sforzo eroico di quanti, nel momento della difficoltà e della paura più grandi, non si sono tirati indietro – e hanno prestato il loro aiuto con un sorriso sulle labbra; la volontà, tipicamente emiliana, di rispondere alle avversità della vita con ironia e leggerezza, oltre che con il sudore della fronte e la fatica delle braccia. Non basteranno certo alcune vignette a dimenticare un evento che ci ha segnati per sempre. Di certo, però, sorridere ci aiuta a ricordare la cosa più importante: che siamo ancora qui”.


