E’ iniziata al tribunale di sorveglianza di Bologna la prima delle udienze che decideranno la sorte dei 4 agenti di polizia condannati in via definitiva per eccesso colposo nell’omicidio colposo di Federico Aldrovandi, 18enne, morto nel settembre 2005, a Ferrara in un controllo di polizia. I giudici decideranno come e dove far scontare i sei mesi residui della pena.

“Scontare i 6 mesi di pena residua in carcere sarebbe un segnale positivo, di trasparenza e un monito anche per chi abbia a commettere questi fatti in divisa”. Così Lino Aldrovandi padre di Federico, parla ai cronisti a margine dell’udienza davanti al Tribunale dove i 4 agenti condannati per l’omicidio colposo di suo figlio si sono presentati con i propri legali per chiedere misure alternative al carcere.

“Io non sono contro la polizia ma contro chi ha disonorato il corpo” aggiunge Lino Aldrovandi. “Credo ancora nello Stato, è ed è stato un percorso faticosissimo, ma non siamo stati lasciati soli” prosegue il padre di Federico parlando di “una tristezza grandissima perchè – aggiunge – in questa vicenda abbiamo perso tutti, noi genitori e le istituzioni”.