Giovedì 24 gennaio alle ore 21 nella sala conferenze del Teatro Tempio in viale Caduti in Guerra 192, si svolge un incontro con uno dei protagonisti della fotografia mondiale, il modenese Franco Fontana, selezionato dal “Metropolitan” di Tokyo come uno dei 25 più importanti artisti della fotografia di tutti i tempi.
L’incontro, organizzato dall’associazione Le Stelle Danzanti, con il patrocinio della Circoscrizione 1 del Comune di Modena, è incentrato su “Il paesaggio dell’anima” e prevede anche la proiezione di un centinaio di paesaggi a colori, scelti e commentati da Franco Fontana. Durante la serata, presentata dal presidente della Circoscrizione Roberto Ricco, l’autore dialogherà con il giornalista Roberto Armenia sul tema del “paesaggio dell’anima” che ha ispirato e dà il titolo al volume di Fontana “L’anima: un paesaggio interiore” (editore “24 Ore Cultura” di Milano), che raccoglie immagini a colori, dagli anni Settanta al 2011. L’autore sarà a disposizione per rispondere alle domande dei presenti e dedicare copie del volume. L’ingresso è libero, aperto a tutti.
In occasione della recente mostra personale a Torino è stato sottolineato che per Franco Fontana (come ha scritto Otto Steiner) “la creazione fotografica assoluta nel suo aspetto più libero rinuncia a ogni riproduzione della realtà”, proprio perché è frutto della creatività dell’artista-fotografo, come “presenza dell’intelligenza, una nota distintiva della personalità fatta di invenzione, emozione, fantasia, versatilità, agilità, un pensiero avventuroso, che fa a pezzi le regole, aperto a nuove esperienze, che cerca sempre nuove risposte interpretando il mondo fatto di persone, paesaggio, orizzonti, cieli, colori”, in quanto “la fotografia creativa non deve riprodurre ma interpretare, rendendo visibile l’invisibile”.
“Per fare la fotografia – sottolinea Franco Fontana – è necessario pensare, immaginare, esprimere. Bisogna fotografare la propria emozione”. Perché, mutuando Pablo Picasso, “non vado a cercare, vado a trovare”. Franco Fontana ha fotografato paesaggi di tutto il pianeta, ma sempre è ritornato nella sua città, per lui “Modena è uno stato d’animo, una passione” e “per rendere visibile l’invisibile, non basta un click”. Inoltre, “il mondo non è in bianco e nero. Tutti noi vediamo a colori; il bianco e nero parte già come un’invenzione. Per questo io – afferma il fotografo – non riuscirei mai a fotografare in bianco e nero”
In effetti, Franco Fontana ha “reinventato il colore come mezzo espressivo e non soltanto come documentazione”, mediante un’inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato nella ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla fantasia creativa dell’artista”. Per i maggiori critici, “i suoi paesaggi si situano al confine tra rappresentazione e astrattismo”.
FONTANA – BIOGRAFIA E OPERE
Franco Fontana è nato a Modena, nel 1933, vive e lavora a Cognento (Modena). È uno dei protagonisti assoluti della fotografia italiana e internazionale del dopoguerra. Ha “reinventato” il colore come mezzo espressivo e non soltanto documentario, mediante un’inedita analisi, a volte provocatoria, del paesaggio naturale e di quello strutturato, nella ricerca di nuovi segni, strutture, superfici cromatiche corrispondenti alla sua fantasia creativa. I suoi paesaggi si situano al confine tra rappresentazione e astrazione, attraverso una grande sensibilità cromatica e un’abilità compositiva altrettanto notevole. Le forme naturali diventano campiture di colore sorprendenti e la veduta si trasforma in visione. Egli suggerisce spazi d’atmosfera metafisica, di un cosmo altrimenti sconosciuto e improbabile.
Le sue opere sono oggi conservate nei maggiori musei del mondo, tra i quali il “MoMa” di New York, il “Metropolitan Museum” di Tokyo, la “George Eastman House” di Rochester, il “Ludwig Museum” di Colonia, il “Museum of Modern Art” di San Francisco, il “Museum of Fine Arts” di Boston, il “Pushkin Museum of Fine Arts” di Mosca, l’ “Australian National Gallery” di Melbourne, lo “Stedeliijk Museum” di Amsterdam, la “GAM” di Torino, il “Mesèe d’Art Moderne” di Parigi, il “Kunsthaus Museum” di Zurigo, il “Victoria & Albert Museum” di Londra.
Ha esposto, tra personali e collettive, in tutto il mondo. La sua prima mostra personale risale al 1965, a Torino Società fotografica Subalpina. Tra le sue mostre più significative: al Metropolitan Museum of Photography di Tokyo nel 1993, agli Scavi Scaligeri di Verona nel 2000, alla GAM di Torino nel 2001, al Palazzo Reale di Milano nel 2004, alla Maison Europèenne de la Photographie di Parigi, al Museum de Arte di Buenos Aires nel 2006 e altre ancora.
Ha tenuto workshop in tutto il mondo e firmato numerose campagne pubblicitarie, tra le quali : Fiat, Vollswagen, Ferrovie dello Stato, Sony, Volvo, Canon, Kodak, Snam, Robe di Kappa. Ha collaborato con molte riviste e pubblicato (con i maggiori editori d’arte e fotografia italiani, francesi, tedeschi, svizzeri, spagnoli, americani, giapponesi) oltre sessanta libri, tra i quali, nel 2011, per l’Editore 24 Ore Cultura, “L’anima: un paesaggio interiore” con testi di Giorgio Faletti, Francesca Lavazza e Liborio Termine. Il volume riporta, in apertura, la citazione “l’anima è la sostanza senza l’apparenza”. Tra gli altri titoli editoriali recenti anche “Retrospettiva”.
Una sua fotografia è stata scelta dal Ministero della Cultura francese per rappresentare “lo spirito della cultura francese” attraverso i tempi e un analogo riconoscimento gli è stato attribuito dal Ministero della Cultura del Giappone.
Franco Fontana ha ricevuto, nel 1984, il XXVIII Premio per l’Arte Ragno d’Oro-Unicef , nel 2000, l’onorificenza di“Commendatore della Repubblic” per meriti artistici e, nel 2006, la Laurea honoris caus” in design ecocompatibile dal Politecnico di Torino.
Scrive Franco Fontana: “esistono tanti paesaggi dell’anima, tanti quanti sono gli artisti che da sempre creano opere di pittura, di fotografia, componimenti poetici, letterari o musicali; la bellezza stessa è un’opera dell’anima che si nutre della sensibilità e della passione di chi la sa cogliere. Come un libro, quando è finito e pubblicato, comincia a vivere la sua vita e i lettori ne diventano i nuovi autori, così ogni paesaggio o opera d’arte comincia a vivere nel momento stesso in cui in cui è visto, percepito dagli occhi, dal cuore, dalla mente ed entra nell’anima di chi lo guarda”.

