
All’esito dell’audizione, svoltasi in un clima di assoluta serenità, collaborazione e ricerca della verità – spiega Sassuolo Calcio – è stata ribadita l’estraneità del calciatore da qualsiasi violazione delle norme sportive antidoping, atteso che la positività al test dopo la gara Livorno -Sassuolo è derivata dall’utilizzo, nei giorni precedenti alla stessa, di un comunissimo spray nasale ‘da banco’, curativo di una rinosinusite, prescritto da uno specialista, somministrato alla presenza del medico sociale e dichiarato all’ispettore dell’ufficio antidoping presente in occasione dell’incontro.
Il Procuratore ha preso atto delle dichiarazioni del tesserato, ha acquisito la documentazione prodotta dalla società e si è riservato ogni provvedimento. L’U.S. Sassuolo Calcio confida, pertanto, nell’archiviazione del procedimento.

