I funerali di Prospero Gallinari di sabato scorso hanno riaperto ferite mai completamente sanate. Canti, slogan e dichiarazioni in quell’occasione hanno fatto riaffiorare un passato che non ha ancora trovato una sua storia certa. Quella stagione di violenza e terrore, sia rosso che nero, vogliamo non si ripeta mai più.

La lotta armata, così come la strategia della tensione, così come i disegni autoritari di logge segrete, hanno mostrato strade impercorribili, percorsi che non devono trovare sponda nel nostro consesso civile. Troppe sono state le vittime allora, piante da famiglie e comunità intere.

Reggio Emilia ha saputo prenderele distanze da quell’agire criminale e continuerà a farlo. La torsione del pensiero che ha spinto persone a imbracciare le armi, a far esplodere treni e stazioni, a tentare di sovvertire l’ordine democratico dello stato italiano, è da condannare oggi come allora a prescindere dal colori delle camice indossate.

Le scene ritratte dai media sabato scorso rischiano di appannare la limpidezza civile e pacifica della nostra comunità.

A chi oggi si richiama alla coerenza vorremmo ricordare che “solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”.

(Federico A. Amico, Presidente provinciale Arci Reggio Emilia)