Stamane le forze dell’ordine hanno sgomberato un edificio di via Dé Gavasseti, occupato dal collettivo Guernica. Nel corso dell’operazione un giovane è salito sul tetto dello stabile in segno di protesta. “Le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere. Con gli esponenti del Guernica è sempre possibile il confronto per cercare insieme una soluzione, ma ogni forma di dialogo deve essere basata sulla legalità” – ha affermato il sindaco di Modena Giorgio Pighi commentando lo sgombero dell’edificio.
Il sindaco, che si è recato sul posto e ha parlato con alcuni aderenti al gruppo, tra i quali il giovane sceso dal tetto, dove era salito per protesta, ha quindi assunto l’impegno per un incontro nei prossimi giorni, in una data ancora da fissare, ribadendo, però, le condizioni da sempre poste dall’amministrazione comunale: il luogo da individuare per un’eventuale sede del gruppo deve essere adeguato, anche dal punto di vista normativo; il soggetto deve essere un’associazione riconosciuta, con veste giuridica; ogni accordo deve essere basato sul rispetto della legalità e dei criteri stabiliti: dal pagamento di eventuali affitti e bollette, fino all’impegno a rispettare, per esempio, le normative in materia di impiantistica, di allacciamenti alle utenze, di osservanza dei limiti di capienza dei locali e di rumore.
“Ancora una volta a Modena si sgomberano spazi sociali, percorsi di socialità dal basso cultura e politica – scrive Luca, protavoce del Guernica -. A pochi giorni dalle elezione subiamo il settimo sgombero nel giro di tre anni. Uno sgombero diverso dagli altri, puramente politico, messo in atto da una classe dirigente ora mai incapace di dare delle risposte concrete alla città e che vede nel Guernica il male assoluto proprio perché esso pone problematiche concrete e lo fa in maniera chiara,coinvolgendo i soggetti direttamente interessati dalle problematiche stesse: famiglie sotto sfratto, studenti, giovani precari e tutte quelle persone che subiscono maggiormente l’attuale crisi pur non avendone creato i presupposti.
Quello che certo è che non staremo fermi a guardare, come abbiamo detto sin dal primo giorno dell’occupazione, in caso di sgombero, in poco tempo il Guernica ritornerà in città e così sarà. Già dalla giornata di oggi si riapre il percorso per un nuovo spazio sociale in città, un nuovo Guernica, perché Modena ha bisogno e pretende spazi sociali.
Accogliamo positivamente il fatto che la giunta, nella persona del sindaco Pighi, abbia per la prima volta preso atto che il Guernica è un problema di bisogni cittadini e di socialità e non un problema meramente di ordine pubblico. Quello che resta da vedere è se l’intervento sia frutto delle ora mai prossime elezioni politiche o se c’è veramente la volontà di trovare una soluzione. Perché di fatto a Modena la campagna elettorale non terminerà con le elezioni politiche ma troverà continuità con le prossime amministrative che nel 2014 vedranno il cambio della guardia.
Certamente non ci faremo illusioni in merito e il Guernica continuerà il suo percorso politico che attraverserà anche le prossime elezioni, e che verterà sul ritorno di uno spazio occupato. La forte solidarietà che da tutta Italia ci sta arrivando, assieme a quella cittadina, fatta da associazioni, esponenti sindacali e singole soggettività, è sintomo della validità politica e sociale del nostro percorso, che è da sempre incentrato attorno alle lotte per i diritti e per una migliore qualità della vita.
Percorso che il Guernica – conclude la nota – può dire orgogliosamente di aver portato avanti con coerenza e senza scendere a compromessi, ma sempre aperto al dialogo con le varie componenti cittadine e politiche”.


