
Secondo la ricostruzione investigativa dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio, sarebbero una decina i colpi commessi dai due minorenni nei confronti dei frequentatori di un oratorio del reggiano che una volta impossessatisi dei beni sottratti (I-phone, i cellulari, gli Ipod e danaro), per evitare ripercussioni, provvedevano a consegnare ai tre aguzzini il provento dei loro colpi. Ieri pomeriggio i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia forti dei provvedimenti di perquisizione emessi dalle competenti Procure, che hanno condiviso con gli esiti investigativi dei militari dell’Arma reggiana, hanno fatto “visita” ai tre bulli (due 18enni ed un 16enne della provincia di Reggio Emilia) dando corso alle perquisizioni domiciliari, eseguite nelle rispettive abitazioni, culminate con il rinvenimento di una decina di cellulari rubati.
Non si tratta però del provento dei furti compiuti dai due minori nell’oratorio del reggiano ma di altri colpi che a questo punto non si esclude possano essere stati compiuti da altri minori che sempre soggiogati dagli odierni indagati potrebbero aver derubato altri ragazzini in altri punti di aggregazione. Una ipotesi che, se confermata dalle risultanze investigative ora in corso, potrebbe rivelare una più squallida vicenda che vedrebbe i tre bulli aver dato vita attraverso soprusi ed intimidazioni ad una sorta di reclutamento di minori da instradare in furti da compiere nei luoghi di aggregazione di giovani in età scolare. Anche su quest’aspetto saranno le indagini avviate dai Carabinieri reggiani a chiarire ogni punto in una vicenda che riporta prepotentemente alla ribalta delle cronache reggiane il fenomeno del branco a suo volta strettamente correlato a quello del bullismo.

