
Così Cécile Kyenge a commento della notizia uscita in giornata e relativa alla concessione di 150 mila euro da parte del Viminale per la ristrutturazione del Centro d’identificazione ed espulsione di via Mattei, che negli ultimi mesi è stato al centro di numerose polemiche e visite istituzionali che ne hanno chiesto a più voci la chiusura, sottolineandone, inoltre, le numerose problematicità. Lo stesso sindaco Virginio Merola la definì una “situazione strutturale, igienico-sanitaria e gestionale deficitaria”, mentre Medici per i diritti umani ne denunciavano le carenze sanitarie assieme alla Garante Desi Bruno che, dopo aver sottolineato come le condizioni di degrado fossero rimaste immutate nonostante gli ultimi appelli, in una nota afferma “Ho chiesto, ancora con più forza negli ultimi mesi, che il Centro di identificazione e di espulsione di Bologna fosse chiuso”.
Anche a Modena, dove il Cie è gestito dall’Oasi di Siracusa, il sindaco Giorgio Pighi che si appresta ad una visita ufficiale su sollecitazione della Rete Primo Marzo, ha parlato di “un esempio di come, in materia di appalti di servizi, il sistema del massimo ribasso possa produrre disastri” rispondendo a un’interrogazione in consiglio comunale promossa dal Pd. Recentemente il sindaco Pighi aveva inoltre incontrato i rappresentanti Cgil degli operatori del Cie per valutare le azioni sul mancato pagamento degli stipendi.

