
Le opere d’arte abitano il mondo insieme agli uomini che le hanno prodotte e, come i più delicati e indifesi fra loro, subiscono l’aggressione della violenza. Giuliano Marasi, viaggiatore sulle strade della storia e della bellezza, mostra l’arte sconfitta dalla brutalità della guerra e dell’intolleranza in Europa, nel vicino Oriente, in Africa. Le sue fotografie sono documenti preziosi, raccolti in un arco temporale che va dagli anni ’70 del Novecento ai giorni nostri, e mostrano come l’intolleranza, il fondamentalismo, l’assenza di democrazia e libertà, oltre a calpestare i diritti fondamentali dell’uomo, tendono a cancellare i prodotti più alti dell’arte e delle civiltà del passato, la cui fragilità e impotenza ricorda quella dei deboli fra gli uomini (i bambini, le donne, gli anziani).
Giuliano Marasi è da sempre un grande viaggiatore, appassionato di archeologia e di fotografia; dopo aver viaggiato da giovane in tutta Europa, ha raggiunto via terra la Persia, l’Afganistan e l’India. In camper ha visitato tutti i paesi europei, fotografando la gente, la natura e le opere d’arte. In giro per il mondo ha invece cercato i segni dell’uomo nella storia, sulle orme di antiche civiltà.
La mostra, a cura di Ivan Cantoni, con il patrocinio del Comune di Boretto e dell’associazione “Boretto arte e cultura”, inaugura sabato 4 maggio e sarà visitabile fino a domenica 19 maggio, secondo i seguenti orari: sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00.

