
Proprio da una riflessione sul terremoto ha preso spunto il lavoro alle “Passioni” di Ozmo, primo street artist ad entrare con le sue opere al Museo del Novecento di Milano e al Macro (Museo d’arte contemporanea di Roma). Tutte le figure emergono, infatti, attorno ai rami di un albero, dipinti a partire dalle crepe sulla parete che, sebbene in quello stabile non siano dovute alle scosse, richiamano subito allo sguardo gli effetti tellurici sugli edifici. L’opera di Ozmo, appunto, trasforma le crepe nel muro in una pianta che fruttifica immagini e simboli.
Prosegue intanto il programma di “Icone 5.9” con altri artisti all’opera: Francesco Bevini è alle prese con il Municipio di Bastiglia, mentre il “collettivo fx” ha iniziato a Finale Emilia e Giorgio Barrocci a San Felice. A Modena, invece, Aris si è messo all’opera sotto il cavalcaferrovia Cialdini.
All’iniziativa “Icone 5.9”, contribuisce il Gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Modena con quattro aziende associate che collaborano anche attraverso la concessione di materiali e attrezzature per la realizzazione delle opere. Si tratta di: Cps Color Equipment (di San Felice sul Panaro), Colorificio Modenese Francesco Righi (di Modena), Serteco (di Medolla) e Baschieri srl (Sassuolo).

