
“Non va dimenticato un aspetto trascurato dalla stampa. Rimane confermato che il fumo è il primo e più importante fattore di rischio con un’incidenza assai più alta rispetto a quella registrata dagli effetti dello smog” afferma Simona Arletti, assessore all’Ambiente del Comune di Modena e presidente della Rete Italiana Città Sane OMS. “Dal 2002 ad oggi le centraline di rilevazione delle polveri sottili in città hanno registrato un calo costante, anche se leggero dovuto a diversi fattori tra cui, sicuramente, anche il rinnovo del parco auto e una maggiore sensibilità dei cittadini alla mobilità sostenibile. L’evidenza scientifica dello studio condotto a livello europeo, prosegue Arletti, non può che spronarci a lavorare con impegno ancora maggiore. Il 2013 è l’Anno europeo dell’aria: migliorarne la qualità è l’obiettivo delle politiche ambientali di Bruxelles visto che i cittadini europei hanno dichiarato che, tra ciò che li preoccupa di più, ci sono proprio i danni causati dall’inquinamento atmosferico”. In Italia il 2013 si è aperto con il “Patto di Pavia”, nato dal convegno “Mobilità, ambiente e salute nella Pianura Padana” tenutosi il 25 gennaio nella città lombarda. Il Comune di Modena ha partecipato in quanto Comune capoluogo di provincia della cosiddetta “macroarea”. Il Patto intende definire un programma sulla mobilità sostenibile e sicura nella Pianura Padana e creare un raccordo tra tutte le realtà dell’area che, pur avendo gli stessi problemi, spesso agiscono in modo non coordinato. “È un buon punto di partenza” conclude Arletti “ma certamente occorre agire non solamente sulla promozione della mobilità sostenibile ma su misure concordate tra Stato e Regioni che siano immediatamente applicate e abbiano un’ incidenza effettiva per affrontare un problema ormai non più trascurabile come la riduzione della velocità in autostrada, l’applicazione di norme più rigide per i veicoli diesel e il sostegno al trasporto pubblico”.
I dati riportati in alcuni recenti articoli di stampa si riferiscono all’esito della maxiricerca pubblicata dalla rivista Lancet Oncology su 300mila persone (di età compresa fra i 43 e i 73 anni) di 9 paesi europei, condotte per tredici anni. La presenza delle polveri sottili tossiche nell’aria delle città fa aumentare il rischio di cancro al polmone. Per l’Italia sono stati monitorati cittadini di Torino, Varese e Roma e la situazione è risultata tra le peggiori d’Europa.

