
Archiviata la nota tre giorni culturale modenese in ‘Gloria’ per l’afflusso di presenze ed in attesa di quella del prossimo anno, è tempo di bilanci. “I centri, Modena, Carpi, Sassuolo, in cui si è svolta la nota kermesse filosofica – evidenzia l’Associazione imprenditoriale – si sono mostrati ancora una volta all’altezza, aprendosi ed offrendo una risposta adeguata all’afflusso degli appassionati. Soddisfazione tra gli operatori dei pubblici esercizi, bar e ristoranti in primo luogo – i primi per soste più fugaci, specie preferite dai giovani; i secondi per momenti di pausa più “meditativi e speculativi” grazie anche ai menù filosofici – che hanno riscontrato un buon incremento della clientela come del resto dei consumi. Migliore, e non poteva essere altrimenti l’affluenza per i locali comprensivi di spazio all’aperto nelle immediate vicinanze delle piazze o luoghi in cui si tenevano le lectio magistralis”.
“Pure a livello di presenze turistiche le strutture ricettive hanno avuto riscontri positivi dal Festival, con un ulteriore incremento rispetto agli anni addietro. Anche se, rileviamo – sostiene Confesercenti – che in quest’ambito particolare manca ancora l’opportunità di costruire dei pacchetti specifici e mirati sulle esigenze del pubblico interessato alle lezioni, comprensivi oltre che del soggiorno, di percorsi di visita dedicati e soprattutto posti assegnati appositamente per seguire le lezioni dei filosofi. Quelli riservati infatti, utile ricordarlo, risultano ancora pochissimi e non destinati ai turisti culturali, spinti in molti casi ad occupare con largo anticipo i posti a sedere per seguire le varie relazione. Una riflessione a tal proposito sarebbe più che doverosa dato che il festival si è mostrato e continua a mostrarsi come un’eccellente volano di promozione turistica, oltre che di attrazione culturale”.
“In ultimo luogo, solamente un’osservazione – conclude Confesercenti – il Festival della Filosofia è sicuramente importante, ma non è il tipo di manifestazione destinata ad aumentare la frequentazione degli esercizi commerciali tradizionali, fatto salva l’eccezione dei bar e dei ristoranti. Per il rilancio del commercio le promozioni che occorrono sono di tipo diverso”.

