
Una prima ed importante svolta investigativa seguita poi dall’identificazione del responsabile resa possibile grazie anche all’individuazione fotografica di alcuni testimoni individuati, non senza fatica, dai Carabinieri nel corso delle indagini. Si è quindi accertato che aggressore e vittima avevano trascorso, insieme ad altri connazionali, la serata in un ristorante cinese nei pressi della Stazione Ferroviaria del capoluogo reggiano. All’uscita dal ristorante, probabilmente complice anche l’uso smodato di bevande alcoliche, per cause ancora all’esatto vaglio i due sono venuti alle mani con l’aggressore che si allontanava dopo l’acceso alterco. Poco dopo però tornava in Via Turri e armato di mannaia e coltello raggiungeva il connazionale colpendolo con alcuni fendenti alla pancia tanto da provocarne l’eviscerazione dell’intestino.
Quindi le meticolose indagini dei Carabinieri, che seppur rese difficili dall’omertà dell’ambiente, hanno portato, a meno di una settimana dall’accoltellamento, all’identificazione del responsabile sottoposto nel tardo pomeriggio di sabato scorso, al fermo d’indiziato di delitto. L’uomo in presenza del proprio legale, ma già “inchiodato” dalle prove raccolte dall’Arma, ha reso spontanee dichiarazioni ai Carabinieri ammettendo i fatti a lui contestati.
L’episodio nella travagliata Via Turri riporta la memoria dei reggiani alla mattanza del luglio del 2003 nella stessa zona due cinesi furono ammazzati a colpi di aceta e coltelli da un gruppo di loro connazionali poi arrestati e condannati con pene esemplari.

