
Gli animali privi di microchip (talvolta appena nati) venivano illegalmente fatti figurare come allevati in Italia, con ricorso a certificati falsi ottenuti tramite veterinari compiacenti.
L’indagine ha toccato anche la provincia di reggio Emilia. Gli investigatori della Squadra Mobile reggiana hanno proceduto nei giorni scorsi ad una perquisizione in stretto raccordo con l’A.G. padovana all’interno dell’abitazione di un noto commerciante di animali residente a Correggio. L’operazione permetteva di porre sotto sequestro otto animali e raccogliere elementi utili all’indagine.
Effettuati sequestri di numerosi cuccioli durante l’indagine in varie città d’Italia ed eseguite numerose perquisizioni domiciliari a Padova e in tutto il Nord Italia (Bologna, Mantova, Grosseto, Firenze ed altre città dell’Emilia Romagna). Nel corso delle perquisizioni rinvenute decine di cuccioli senza microchip in pessime condizioni sanitarie, in gabbie e in un container.
Deferite quindici persone, legate a vario titolo all’organizzazione, tra cui alcuni personaggi di spicco nell’ambiente degli allevatori, insospettabili veterinari compiacenti per falsi certificati ed autotrasportatori disposti al trasporto illecito.
Contestati, oltre all’associazione a delinquere, vari delitti in materia di falsificazione di documentazione, frode in commercio, truffa, maltrattamento di animali e traffico illecito di animali da compagnia.

