
“In questi anni, nonostante un aumento significativo del numero di minori affidati al Comune, dai 680 del 2009 agli 810 del 2012, siamo riusciti a migliorare la qualità della risposta riducendo la spesa per le comunità residenziali, che è passata dai 4,7 milioni del 2009 ai quattro milioni dello scorso anno, mentre quella per gli affidi familiari è rimasta intorno ai 700 mila euro”. Lo ha affermato l’assessore alle Politiche sociali, sanitarie e abitative del Comune di Modena Francesca Maletti in occasione del convegno promosso dal Comune sull’applicazione della direttiva regionale in materia di affidamento familiare, accoglienza in comunità e sostegno alle responsabilità familiari.
“Ciò è stato reso possibile grazie a un grande sforzo di razionalizzazione – ha proseguito – all’implementazione di servizi di prevenzione e di sostegno alle famiglie, oltre al coinvolgimento del volontariato e del privato sociale. A Modena, inoltre, è presente anche una rete di famiglie, una ventina, disponibili ad accogliere i bambini in casi di particolare emergenza e questo permette di garantire che i bambini sotto i sei anni non vadano in comunità residenziali”.
Il Comune è chiamato a intervenire ogni volta che i genitori non sono in grado di occuparsi di un minore o che un parente non sia presente o possa accudirli. I minori residenti, italiani e stranieri, i cui genitori non sono in grado di svolgere le loro funzioni genitoriali, infine, vengono allontanati dalla propria residenza su provvedimento del Tribunale dei minorenni e affidati temporaneamente a famiglie affidatarie o a comunità familiari o educative. I minori stranieri non residenti e trovati sul territorio modenese, chiamati minori stranieri non accompagnati, quando sono privi di parenti entro il terzo grado vengono affidati alla tutela del Comune, che se ne occupa attraverso l’affido a famiglie o collocandoli in comunità.
“I servizi rivolti ai minori – ha concluso Francesca Maletti – sono resi possibili anche grazie all’apporto di reti e gruppi di volontari che operano in sinergia con il Comune ritenendo il benessere dei bambini, degli adolescenti e della famiglie un ‘bene’ prezioso della comunità”.

