
Le strade dalle quali la Terra viene percorsa, modellata, unita o separata: è questo il tema su cui il Museo e la Casa delle Culture in collaborazione con docenti dell’Ateneo, hanno lavorato da settembre 2012 a giugno 2013 con un gruppo di cittadini modenesi provenienti da quattro continenti.
“Si ripete spesso, giustamente, che i musei sono i luoghi dove si conserva l’identità cittadina – sottolinea Roberto Alperoli, assessore alla Cultura del Comune di Modena – ma l’esperienza vitalissima che si sta ripetendo e rinnovando da qualche anno con i progetti interculturali dei nostri Musei civici va al di là: contribuisce a costruire nuova cittadinanza integrando storie ed esperienze che vengono da lontano alle nostre radici culturali”.
A partire dalle strade rappresentate o evocate dai materiali esposti in Museo si sono intrecciate le testimonianze raccolte, partecipate e discusse nel gruppo. Il dialogo ha congiunto idealmente le strade di Argentina, Congo, Albania, Marocco, Colombia, Romania, Russia, Turchia, Ucraina, Filippine, Perù, Togo, Camerun, Costa D’Avorio, Bangladesh. E dal dialogo è nata la struttura della mostra, allestita nella Sala Boni del Museo, che si sviluppa in quattro sezioni. Lungo la strada: le strade dei migranti, dei pellegrini, delle merci… infiniti percorsi che hanno come protagonisti il viaggiatore e la sua meta; In strada: la strada come biblioteca di memorie e saperi, luogo di socializzazione, amplificatore di rituali che coinvolgono la comunità; Perdersi e trovarsi: la strada come simbolico rito di passaggio declinato fra codici, segni e linguaggi, dalle favole della tradizione occidentale alle esperienze iniziatiche dei giovani africani; Le nostre strade: dove si sedimenta la memoria pubblica e privata degli individui con nomi di strade che non appartengono solo alla toponomastica ufficiale, ma anche e soprattutto a quella “alternativa” che modenesi e cittadini stranieri attribuiscono a luoghi della città. La mostra sarà aperta a ingresso gratuito dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12; sabato e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (chiuso nelle mattine del 25 dicembre e dell’1 gennaio e nei pomeriggi del 24 e del 31 dicembre).
Come per gli altri progetti partecipati del Museo realizzati negli anni scorsi, è stata realizzata con il contributo dell’Ibc (Istituto per i beni culturali) l’agenda interculturale 2014 (in omaggio all’inaugurazione e successivamente in vendita).
In considerazione del valore educativo e del potenziale comunicativo di cui la mostra è portatrice, il Museo ha elaborato per le scuole di Modena una proposta di visita per favorire la riflessione sulle proprie strade e la scoperta di nuove strade. Le visite, guidate dai curatori della mostra, sono rivolte gratuitamente alle scuole primarie e secondarie del Comune di Modena (per informazioni tel. 059 2033110; prenotazioni on line a mymemo.comune.modena.it/itinerari).
UNA GRANDE FESTA PER L’INAUGURAZIONE
Domenica 15 dicembre alle 17 a Palazzo dei Musei la mostra apre al pubblico con il ministro Kyenge tra brindisi, letture, busker e cibo e di strada. Ingresso libero e omaggi
Artisti di strada con strumenti musicali tradizionali di Grecia e Turchia, statue viventi e perfino un fachiro nelle sale dei Musei civici a segnare, animandolo, il percorso che porta alla mostra; letture di storie di strada, brani e testimonianze, da parte degli attori Magda Siti e Stefano Vercelli; offerta di cibi di strada al brindisi augurale.
Si annuncia una grande festa domenica 15 dicembre alle 17 al Palazzo dei Musei, per l’inaugurazione, in presenza del ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge, della mostra “Strade”, risultato del terzo progetto interculturale del Museo Archeologico, che vede coinvolti uomini e donne provenienti da quindici diversi paesi del mondo.
Dopo i saluti del ministro Cécile Kyenge, del sindaco di Modena Giorgio Pighi, dell’assessore comunale alla Cultura Roberto Alperoli, di Laura Carlini dell’IBC (Istituto Beni Cuturali dell’Emilia Romagna) e di Ilaria Pulini, che ha promosso l’avvio di “Strade” come direttrice del Museo Archeologico, Cristiana Zanasi, curatrice della mostra, presenterà il progetto. Quindi si procederà all’inaugurazione vera e propria dell’esposizione allestita nella Sala Boni, a cui seguirà il brindisi augurale con degustazione di cibo di strada.
Come nelle edizioni degli scorsi anni, al pubblico presente verranno dati in omaggio l’agenda interculturale 2014, realizzata con il contributo dell’Istituto Beni Culturali dell’Emilia-Romagna, e il calendario 2014 realizzato con il contributo degli Amici dei Musei.

In omaggio all’inaugurazione, poi in vendita, contiene le festività di tutti i Paesi coinvolti e testi e immagini della mostra “Strade”. Calendario 2014 in dono a visitatori e scuole
L’edizione 2014 (in omaggio domenica 15 dicembre alle 17, nel giorno dell’inaugurazione di “Strade”, e in vendita nei giorni successivi al bookshop del Palazzo dei Musei a 7 euro) contiene come di consueto le festività di tutti i paesi coinvolti e raccoglie testi e immagini della nuova mostra che accompagneranno chi la sfoglia per tutto il 2014.
Ritorna con il progetto partecipato e l’esposizione anche l’Agenda interculturale, quest’anno dedicata alle “Strade”. Prodotta per la prima volta nel 2010 nell’ambito del progetto “Choose the Piece”, è stata ideata dal Museo civico archeologico etnologico come veicolo per diffondere i risultati dei progetti realizzati con la partecipazione attiva di gruppi di migranti.
Riconoscendo al Museo di Modena un impegno concreto sui temi dell’interculturalità, l’Ibc (Istituto Beni Culturali dell’Emilia Romagna), che da anni rivolge particolare attenzione a queste dinamiche di dialogo partecipato in ambito museale, ha significativamente contribuito alla realizzazione delle agende 2010, 2012, 2014.
Come consuetudine il Calendario 2014 verrà dato in omaggio al pubblico presente il giorno dell’inaugurazione e nei giorni successivi. Realizzato da oltre 10 anni grazie al contributo degli Amici dei Musei, nell’anno 2014 troverà diffusione anche nelle scuole alle quali è stato proposto di visitare la mostra.
IN PATAGONIA, LA TROCHITA DI JACOBACCI
Tante le storie emerse con il progetto partecipato. Tra queste una strada ferrata realizzata da un ingegnere modenese che ha dato il nome alla città capolinea “alla fine del mondo”
I visitatori della mostra “Strade”, aperta fino all’8 giugno 2014 alla Sala Boni di Palazzo dei Musei di Modena (largo di Porta Sant’Agostino), saranno accolti da un richiamo alle celeberrime “impronte di Laetoli”, le più antiche orme di primati bipedi della storia, che in questo contesto evocano l’inizio di un cammino che non si è mai interrotto.
Ma sono davvero tante le curiosità, le storie e le scoperte emerse durante il percorso partecipato che ha portato alla mostra, per la quale è stato scelto come simbolo una palla di elastici colorati che, fotografata lungo le strade della città o affiancata ai partecipanti del progetto ha segnato sulla pagina Facebook del Museo il conto alla rovescia verso l’inaugurazione.
Fra le strade “raccontate” dai migranti, una ha acquisito un valore speciale per Modena. Si tratta della “Trochita”, una strada ferrata quasi alla fine del mondo progettata da un migrante modenese: Guido Amadeo Jacobacci. Nei volumi che raccolgono le storie di migranti modenesi non era mai comparsa quella di Jacobacci: una vera sorpresa anche per gli autori di ricerche in questo ambito.
“Ingeniero Jacobacci” è il nome della località capolinea della Trochita e porta il nome dell’ingegnere che emigrò in Argentina, dove progettò la costruzione di linee ferroviarie per l’impresa del suocero, originario di Siena. Le spoglie di Jacobacci, precedentemente conservate nel cimitero de La Recoleta a Buenos Aires, nel settembre 2004, su richiesta della comunità jacobaccina, sono state trasferite nella località che ha preso il suo nome con l’autorizzazione della bisnipote Claudia Sueiro Jacobacci.
Un’altra strada ferrata mitica consente ai visitatori di “Strade” un’esperienza sensoriale davvero particolare: la Transiberiana, lunga quasi 10 mila chilometri, la più lunga linea ferroviaria del mondo. Una installazione video all’interno della mostra invita a sperimentare, osservando il paesaggio dal finestrino del treno accompagnati dal rumore delle rotaie, un viaggio virtuale che in partenza dalla stazione di Mosca attraversa 12 regioni e oltre 80 città,.
Desterà certamente curiosità nei visitatori, inoltre, la sezione della mostra intitolata “Le nostre strade”, attenta a come nelle strade si sedimenti la memoria pubblica ma anche quella privata degli individui, con i nomi delle strade che ne comunicano i significati. Nomi che non appartengono solo alla toponomastica ufficiale ma anche e soprattutto a quella “alternativa” che modenesi e cittadini stranieri attribuiscono al alcuni luoghi della città.
Accanto ai nomi che i modenesi nel tempo, in anni più o meno lontani, hanno attribuito a luoghi particolari della città (il gallo, la bruciata. l’angolo dei cretini), esiste, infatti, anche una toponomastica multietnica costituita dai nomi con i quali intere comunità “mappano” la città: dalla piazza della cacca al largo dei nudi fino alla misteriosa “Coop di Kelle”. Di tutti questi luoghi la mostra svela le coordinate e l’origine del nome.
Infine, una sezione sarà dedicata ad un viaggiatore modenese entrato nel Guinness dei primati per il numero di paesi visitati, Giò Barbieri, viaggiatore per vocazione, instancabile esploratore del pianeta che scrive per le guide turistiche e riviste di viaggi. Una postazione video riproporrà alcune delle fotografie realizzate durante il mitico viaggio Modena – Bali – Modena compiuto in Fiat 500 nel 1969, presenti nell’omonimo libro-diario di viaggio che la casa editrice Elis Colombini ha appena rieditato e che sarà in vendita presso il museo durante l’inaugurazione.


