
Sono infatti diversi i soggetti che godono di facilitazioni e che anche nella realtà modenese – citta e provincia – trovano ormai riscontro con scadenza settimanale. 1) Mercatini dell’usato: in virtù dell’occasionalità dell’evento, i partecipanti non sono tenuti all’obbligo di apertura della partita Iva e conseguentemente non devono rilasciare scontrino o qualsiasi altro tipo di certificazione fiscale. 2) Farmer Markets: si tratta di mercati in cui gli agricoltori – imprenditori agricoli che dovrebbero commercializzare solo prodotti provenienti dalla propria azienda – possono vendere direttamente al pubblico. Esenti però dagli obblighi previsti per il commercio al dettaglio in generale, tra cui il rilascio di scontrino, e sono agevolati dall’applicazione di regimi Iva speciali. 3) Sagre, feste e vendite di fiori durante alcune ricorrenze: ricadono sotto un regime agevolato. Dal punto di vista fiscale, i proventi generati non concorrono alla formazione di reddito imponibile, né ai fini Iva né per quanto riguarda le imposte sui redditi.
“Un giro d’affari – tiene ad evidenziare Mariani – che genera 1,550 miliardi di euro. Secondo le stime di Confesercenti, infatti, in Italia ci sono circa 40mila mercatini occasionali dell’antiquariato, dell’usato e dell’hobbistica, sagre e fiere locali, per un fatturato di circa 1,1 miliardi di euro; a questi si aggiungono i 450 milioni di euro legati ai circa 1.100 farmer markets presenti nel Paese e dalle aziende agricole che effettuano vendita permanente. Attività, a nostro giudizio dagli effetti illegali e negativi specie sulle nostre categorie e sul commercio in generale. Riteniamo che tutte queste forme di attività non abbiano ragione di esistere in quanto tutto ciò che è commercio su area pubblica, non può essere soggetto a due pesi e due misure. Da parte nostra non mancheremo di denunciare questo fenomeno oltre che sollecitare controlli mirati e ad invitare i comuni ad impedire il proliferare di queste iniziative. Ne va a vantaggio della salvaguardia delle nostre imprese e soprattutto del futuro stesso del commercio”, conclude il presidente di Fiesa-Confesercenti Modena.

