
Su un barcone, e non in una grotta; tra i migranti, e non tra i pastori; tra i valori e i simboli del nostro tempo e della nostra realtà quotidiana, si ripete la scena della Natività: un bambino, una famiglia “con documenti di seconda mano”.
La durata di una canzone per mettere in scena un sentimento condiviso del Natale, carico di significati, riflessioni e suggestioni, che gli autori e i promotori affidano alle parole di Erri De Luca, recitate dall’attore Francesco Bocchi (Compagnia Teatro dei Venti): “Io non mi chiamo Maria, ma questi figli miei, che non hanno portato manco un vestito e un nome, i marinai li chiamano Gesù”.

