
L’origine della vicenda a fine del mese di novembre dello scorso anno nei pressi degli impianti sportivi del comune di Rubiera dove la vittima, una 65enne reggiana, attendeva, chiusa a chiave in macchina, che il nipotino finisse l’attività sportiva. Al termine la donna usciva dalla macchina allontanandosi di meno di un metro con l’odierno indagato, che per diversi minuti aveva atteso in ginocchio il momento opportuno accanto allo sportello anteriore destro, apriva la portiera e si impossessava di una borsa Luis Vuitton, contenente effetti personali vari, un borsellino Prada, un IPhone5s appena acquistato, per un valore di circa 4000 euro allontanandosi a piedi, tranquillamente, nonostante le urla della vittima che l’aveva scoperto e che lo vedeva raggiungere una macchina a bordo della quale si dileguava.
La derubata denunciava il furto ai Carabinieri di San Polo dove vive che immediatamente richiedevano l’acquisizione dei tabulati telefonici. In attesa delle indagini tecniche sul nuovo telefono della vittima, tramite servizio iCloud, iniziavano a giungere delle foto di un uomo e una donna fatte dal telefono rubato e tra queste la vittima riconosceva l’autore materiale del furto. A seguito dei successivi accertamenti di natura tecnica i Carabinieri identificati sia il reale utilizzatore del telefono rubato ovvero la moglie che il materiale autore del furto (grazie anche alle foto ricavate dai profili WhatsApp degli indagati). Veniva richiesto ed ottenuto un decreto di perquisizione presso l’abitazione della coppia culminato con il rinvenimento del telefono oggetto di furto già restituito alla vittima ancora incredula per il fatto di averlo potuto riavere.

