
Il trasferimento della funzione di parto dall’Ospedale di Porretta Terme ha seguito l’iter programmatorio previsto nelle sedi istituzionali competenti. E’ stato oggetto di discussione e approvazione all’interno della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna, è stato discusso nel Comitato di Distretto di Porretta Terme, composto dai Sindaci dei 13 Comuni interessati, e nel corso di incontri regionali, ultimo in ordine di tempo l’audizione dei Sindaci in Commissione Politiche per la salute e politiche sociali dello scorso 21 gennaio.
In tutte queste sedi è stata ribadita la necessità di procedere al trasferimento delle funzioni di parto dell’Ospedale di Porretta Terme, il cui livello di attività è ben al di sotto dei 500 parti per anno stabiliti come soglia minima per la sicurezza delle donne e dei bambini. Nel 2012 i parti eseguiti presso l’Ospedale di Porretta sono stati 140, nei primi undici mesi del 2013 solo 78.
Le considerazioni che hanno condotto al trasferimento dei parti riguardano esclusivamente la qualità e la sicurezza di quella funzione specifica, e non l’attività complessiva dell’Ospedale, che l’Azienda Usl di Bologna considera strategico, congiuntamente con quello di Vergato, e sul quale continua ad investire come presidio di riferimento per il territorio della montagna e per le aree limitrofe, comprese quelle toscane prossime.
E’ bene ricordare che si tratta del primo ospedale dell’Azienda, e di uno dei primi in Italia, ad avere riorganizzato completamente le proprie aree di degenza secondo il modello della intensità di cura e complessità della assistenza. E’ inserito, inoltre, nella rete metropolitana per la gestione della emergenza, dello Stroke e delle malattie cardiologiche e ha sviluppato una attività chirurgica di eccellenza, potenziando le sue vocazioni storiche, per la day surgery e la media complessità, attività queste ultime che sono state concentrate sull’Ospedale.

