
Il Teatro Nuovo (costruito nel 1905 e gravemente danneggiato dal sisma del 2012) sarà riconsegnato alla città, rendendolo fruibile ad un pubblico eterogeneo e molto vasto, trasformandolo in una moderna “macchina culturale” per tutti. Il recupero del “Nuovo”, presentato nei giorni scorsi ad Amministrazione comunale e palchettisti proprietari del Teatro, sarà realizzato dagli architetti ferraresi Adriano Lazzari, progettista e coordinatore del progetto e Henry Gallamini, direttore dei lavori.
Il terremoto ha danneggiato gravemente platea, torre scenica, servizi, camerini e sala prove, risparmiando invece la parte che si affaccia su piazza Costituente con il foyer e il Caffè del Teatro che hanno avuto danni più lievi e sono agibili da tempo. Il progetto messo a punto dagli architetti ferraresi è frutto di un lavoro integrato, coordinato con vari soggetti per fare emergere eventuali criticità prima dell’inizio dei lavori, e punta a ridurre sensibilmente il consumo energetico della struttura, contenendo gli sprechi e abbattendo i costi di gestione, rendendo contemporaneo un edificio antico. «Una bella sfida – spiega Adriano Lazzari – ma riteniamo che questo sia il modo per ridare a Mirandola la bellezza originaria del Teatro, rendendolo fruibile a un numero maggiore di cittadini, giovani inclusi». Si partirà rendendo il Nuovo più accessibile ai diversamente abili, con accessi idonei e la costruzione di un ascensore, ma è previsto anche un intervento sull’impianto di aerazione, troppo rumoroso. «Dovremo togliere più che aggiungere – prosegue Lazzari – visto che è stata notevolmente ridotta la capacità acustica del Teatro con disordinate aggiunte successive».

