
Sostenere poi, se venisse confermata la tesi apparsa sui giornali, che i seggiolini, il tabellone ed il parquet non fossero migliorie, ma semplici beni di proprietà funzionali alla gestione sportiva di Fortitudo, e che dunque il gestore potesse lasciare il PalaDozza senza seggiolini, parquet e tabellone alla fine della sua gestione è, voglio essere cauto, quantomeno discutibile. E infatti ne discuteremo. Mettere quei beni all’asta, nel pieno della stagione sportiva 2013/2014 e nella già avviata programmazione della stagione prossima, vuole dire rendere il palasport di Bologna inutilizzabile. Un impianto che negli ultimi tre anni si è trasformato da magazzino di beni inventariati a palasport nuovamente pieno di eventi sportivi nazionali ed internazionali ed extrasportivi. Sarà nostra cura verificare puntualmente, nella relazione con il curatore Lovato, i presupposti di questa notizia, una volta che ci fosse comunicata ufficialmente dal curatore e non a mezzo stampa. Dopo di che il Comune di Bologna valuterà come fare riconoscere, in tutti i modi e in tutte le sedi, le proprie ragioni, ragioni ancora prima che di merito, di buon senso, evitando un ulteriore beffa che risulterebbe agli occhi dei cittadini bolognesi paradossale e offensiva. Nel frattempo la stagione sportiva proseguirà con tutte le garanzie di continuità”.

