
Il Consigliere, nel documento, rileva il fatto che nella provincia di Modena, ma più in generale in tutta l’Emilia-Romagna, “sono proliferati numerosi ‘centri estetici’ o presunti tali che, nella maggioranza dei casi, sono attività gestite da cittadini stranieri”.
“Non passa giorno– ricorda Leoni- senza che la cronaca riporti notizie di questi ‘centri estetici’ che, non appena vengono effettuati degli accertamenti da parte delle autorità competenti, vengono chiusi: tra le varie cause che portano alla chiusura emerge spesso che il personale che svolge l’attività di estetista non ha l’abilitazione necessaria secondo le normative in vigore.
In Emilia-Romagna per acquisire la qualifica di estetista – rileva ancora Leoni – vi sono diverse modalità e che giustamente sono richiesti precisi ed impegnativi requisiti tra i quali: fare un corso di qualificazione biennale (minimo 900 euro) presso un ente di formazione autorizzato per poi fare l’esame; prestare servizio con contratto di apprendistato presso un centro estetico autorizzato, seguito da un anno di lavoro qualificato e poi frequentare un corso di formazione di 300 ore; infine, svolgere tre anni di lavoro qualificato e frequentare un corso di formazione di 300 ore per sostenere l’esame”.

