
Questi terreni – scrive Leoni – “sono diventati pressoché impossibili da lavorare”: “la ‘crosta’ in superficie risulta molto dura”, mentre, “sotto, il terreno è bagnato e molle” tanto da rendere “impraticabile l’attività agricola”.
“Secondo Confagricoltura Modena, – cita il consigliere – su 2.500 aziende iscritte all’associazione almeno 140 sono state danneggiate dall’alluvione e i campi più vicini all’argine del fiume si sono riempiti di sabbia”, mentre “altre 600 sono state duramente colpite dal terremoto”.
“La situazione a consuntivo degli eventi sismici e alluvionali – evidenzia – ha causato una perdita di produzione dell’80% con un evidente disastro economico per la filiera agricola”.
Di qui, la richiesta alla Regione di realizzare interventi di bonifica del terreno e di prevedere contributi economici a sostegno delle attività agricole danneggiate dall’alluvione.

