
“È un problema che la Cia aveva più volte denunciato, anche con iniziative di piazze, in difesa dei produttori di latte che hanno operato attenendosi alle disposizioni legislative sia europee che nazionali. Ora il nodo, come era prevedibile, è venuto al pettine e rischiamo l’infrazione nei confronti dell’Ue. Ci sono gravi responsabilità -afferma Cervi- da parte di chi all’epoca ha gestito la vicenda che adesso rischia di aggravare la già difficile situazione economica e quella della nostra agricoltura”.
La Cia, prosegue il comunicato, ha sempre sostenuto che l’annosa vicenda delle quote latte andava chiusa una volta per tutte e, invece, non si è deciso nulla, anzi si è cercato di coprire chi non ha avuto rispetto delle regole.
L’odierna richiesta dell’Ue non è, dunque, una sorpresa e la Confederazione emiliano romagnola ritiene che sia giunto il momento non più rinviabile che il governo trovi una soluzione definitiva alla vicenda. “Tra l’altro in ben due occasioni, nel corso degli anni – conclude Cervi – è stata data l’opportunità ai produttori di sanare la loro posizione, attraverso rateizzazioni e facilitazioni. Il problema è ancora aperto perché alcuni si sono messi in regola, altri hanno continuato a non pagare”.

