
Chi non intende usufruirne deve comunicare in sostanza il proprio rifiuto. Se i 15 € servissero per ripristinare le condutture sarebbe pure cosa lodevole. Vedremmo cantieri aperti e combatteremmo lo sperpero dell’acqua potabile del nostro territorio. Così moltiplicando per 15 il numero di utenze nei territori in cui Hera svolge attività monopolistica il risultato economico è notevole, ma servirà davvero allo scopo? Come hanno deciso di reinvestire i proventi di tale nuova entrata? Ci auguriamo che non siano sperperati in managers strapagati, consulenze improduttive
(Luigi Tollari, Segretario Generale CST UIL Modena e Reggio Emilia)

