
«Su questi dati influiscono probabilmente anche fenomeni di emergenza come il terremoto o l’alluvione. Basti dire – continuano i sindacati – che da inizio anno nel distretto di Castelfranco, dove sono stati pesanti i danni per l’alluvione, gli accessi sono aumentati del 30 per cento rispetto alla media di tutta la provincia. Per questo motivo chiediamo di rafforzare l’intervento territoriale del dipartimento di salute mentale. È indispensabile dare risposte a un disagio che, se non affrontato tempestivamente, può trasformarsi in patologie gravi, con il rischio di compromettere la vita di una persona e di chi gli sta intorno».
A questo proposito per Cgil-Cisl-Uil è emblematico il caso dell’Area Nord, denunciato anche dalle associazioni dei familiari dei pazienti. Quanto alle patologie acute e che richiedono l’utilizzo delle strutture residenziali, diurne e di day hospital, i sindacati incalzano l’Ausl affinché completi in tempi brevi la rete di servizi non ancora ultimati, come il residenziale nel Comune di Carpi (che pare essere stato finalmente approvato dalla Regione) e la ristrutturazione del residenziale della Madonnina (a Modena). L’incontro sulla salute mentale dei modenesi fa parte di una serie di approfondimenti che le organizzazioni sindacali hanno chiesto all’Ausl per affrontare alcune criticità del sistema sanitario locale, tra cui i tempi d’attesa per le visite specialistiche e la diagnostica e la piena realizzazione della rete delle case della salute.

