
Il progetto (avviato nel 2011 con le lastre fotografiche di Pietro Foresti, uno spaccato della società e dell’immagine della Carpi a cavallo tra Otto e Novecento), ha il duplice scopo di rendere più facilmente fruibili a studiosi e grande pubblico, anche di curiosi, il patrimonio fotografico e multimediale del Centro etnografico dei Musei di Palazzo dei Pio, su cui la Regione negli ultimi tre anni ha sviluppato un progetto straordinario, riconoscendo il valore culturale e storico del Centro carpigiano.
Le 60 mila immagini costituiscono circa un quarto dell’intero fondo Gasparini e fanno riferimento alle prime tre serie (A, B, C) della raccolta che, insieme al nucleo Foresti e ad altri, è oggi conservata presso il Centro, per un patrimonio complessivo di oltre mezzo milione di immagini fotografiche (lastre, negativi, positivi): un patrimonio inestimabile per raccontare lo sviluppo sociale ed economico e la cultura materiale del Novecento carpigiano.
Il lavoro di digitalizzazione e catalogazione, che continuerà nei prossimi mesi, consente sia di conservare e tutelare gli originali, che non dovranno più essere maneggiati col rischio di danneggiamento, che di avviare forme di valorizzazione del patrimonio attraverso installazioni a rotazione presso i Musei e altri luoghi della città.
“Il patrimonio storico della città non è solo quello composto dai monumenti che tutti conosciamo e di cui il Palazzo dei Pio, sempre più apprezzato da carpigiani e non, è la punta di diamante. Le raccolte del Centro di Ricerca etnografico – spiega l’assessore alla Cultura Simone Morelli – sono un’eccellenza cittadina che merita la massima valorizzazione, anche con forme innovative; in esse c’è la Carpi del recente passato, senza conoscere la quale non possiamo apprezzare appieno la città di oggi”.

