
Un recente sondaggio effettuato da ANAMA, conferma la criticità della situazione. Sul nostro territorio si è registrato, nella quotazione media degli uffici, un calo ulteriore di oltre il 10% rispetto al 2011; per negozi e capannoni invece è scesa, a seconda dei casi e della localizzazione-tipologia, di un ulteriore 15/20% rispetto a due anni fa. Viceversa, per le attività commerciali, il mercato risulta invece più vivace grazie anche e soprattutto ai prezzi da saldo. Anche se occorre distinguere bene tra le attività in vendita, in relazione a: tipologia, zona d’ubicazione e potenzialità commerciali.
“Rilevare un’attività commerciale oggi – fa notare Massimo Caselli, associato ANAMA – può dimostrarsi un affare per chi intende mettersi in proprio. Esistono tante opportunità tra le quali monta un certo interesse, soprattutto per negozi di frutta e verdura e per gli esercizi pubblici quali bar, bar con ristorazione in zone frequentate e facilmente accessibili”.
Ma quanto costa rilevare un esercizio commerciale avviato? “La valutazione di un’attività di commercio al minuto, ma anche di un pubblico esercizio, si basa sempre sull’incasso lordo: è un buon punto di avvio, ma non esaustivo del valore dell’esercizio – precisa Mario Giovanetti (foto), mediatore d’affari che, insieme a Caselli, fa parte del pool di intermediari costituito da ANAMA Confesercenti – È molto importante anche valutare il cosiddetto ‘avviamento commerciale’ ovvero il consolidamento sul mercato. Un’operazione questa da affidare ad operatori esperti. Un ulteriore criterio da considerare poi è l’affitto del locale: una variabile importante che l’acquirente deve considerare mettendola in relazione agli incassi e valutarne la sostenibilità”.
“Abbiamo notato con piacere, che in qualche caso i proprietari dei muri, a seconda dell’affidabilità della persona, si rendono disponibili a rinnovare il contratto d’affitto a canone più basso. Comunque rispetto all’incasso annuo, l’affitto per un bar-ristorante o per altre attività ad alto ricarico come ad esempio l’abbigliamento, non dovrebbe mai superare il 10-15% dell’incasso annuo; mentre per le altre di commercio al dettaglio non dovrebbe mai superare l’8-10% dei ricavi annui. Ci sono inoltre da considerare poi anche altre variabili quando si decide di rilevare un negozio le più importanti, anche se meno problematiche delle precedenti: il valore dell’arredamento, delle attrezzature e quello della merce lasciata dal precedente gestore”, conclude Giovanetti.
Il servizio
Per usufruire del servizio è necessario rivolgersi presso una sede territoriale di Confesercenti dove un proprio referente, provvederà a mettere in contatto gli interessati con una delle otto agenzie convenzionate il cui raggio operativo copre tutto il territorio provinciale.
VALORE DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI A MODENA
In percentuale (%) dell’incasso annuo
(I valori espressi sono indicativi e dipendono dai costi aziendali, dalle potenzialità commerciali etc.)


