
“Oltre ai danni diretti – commenta Fini – ci sono quelli indiretti rappresentati dalla flessione dei prezzi sul mercato interno a seguito del blocco dell’export del nostro formaggio verso il Paese dell’est”.
Gli stati membri più colpiti dal divieto, secondo quanto scrive la Commissione europea, sono Finlandia, Stati baltici, Germania, Paesi Bassi e Polonia, “questo non significa tuttavia che il nostro formaggio non sia uscito indenne dallo scossone provocato dall’embargo – osserva ancora Fini. Le domande arrivate prima dell’entrata in vigore del provvedimento – conclude il presidente della Cia – saranno comunque prese in considerazione, così almeno ha assicurato la Commissione Ue”.

