
“Un aggravio di costi che può incidere per 200 euro l’anno – osserva Corrado Bertei, segretario Lapam Confartigianato Castelnovo Monti – che si sommano ai 700-800 euro di maggiori costi di gasolio medi per un artigiano che vive e opera in Appennino (senza considerare ammortamento, pneumatici e manutenzioni). L’utilizzo di carburanti non adeguati – prosegue Bertei – sta causando un aumento dei filtri gasolio cambiati in queste settimane che, in alcune autofficine, raggiunge un incremento pari anche al 30 per cento in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Purtroppo è un fenomeno già iniziato a manifestarsi nei due anni scorsi”.
Gasolio di colore nero (per presenza di materiale dei serbatoi di trasporto), a volte con acqua o con percentuali alte di biodisel: ecco quanto causa i disagi di queste settimane, al punto di rendere necessario il cambio dei filtri gasolio a metà del loro tempo usuale di esercizio. (cfr foto allegata contenuto ‘nero’ di un filtro gasolio cambiato anzitempo).
‘Fortunatamente – riprende Arlotti – l’impiego di auto nuove con centraline sofisticate impone il cambio del filtro d’olio prevenendo peggiori danni al motore. Ma a quale costo dato che questa operazione è anticipata? Per altro, purtroppo a seguito della crisi economica molti automobilisti e artigiani risparmiano saltando o allungano i tagliandi programmati e i filtri intasati sono la prima causa di intervento nei casi citati. Come Lapam Confartigianato – conclude Arlotti – da un lato invitiamo gli artigiani a prestare attenzione a quanto entra nel serbatoio, o per lo meno a fare il pieno in assenza di botti di rifornimento alle stazioni di servizio, a svolgere i tagliandi programmati, dall’altro chiediamo controlli non solo sulla quantità dei carburanti erogati, ma anche sulla qualità e loro composizione essendo un nostro diritto acquistare carburanti conformi alla parola stessa”.

