
L’incursione di alcuni colombi nel campo di un coltivatore di zona aveva attivato (su richiesta) l’attivazione del Piano di controllo previsto per legge da parte della Polizia provinciale; che, pertanto, si era attivata per l’abbattimento dei volatili. Il Comune dal canto suo, non avendo ricevuto alcuna comunicazione a riguardo, e preso atto dell’allarme generato dagli spari negli abitanti della zona, con l’ordinanza sindacale n. 364/2014 disponeva l’interruzione dell’attività venatoria, «anche nella forma del controllo e della selezione a carico del piccione».
Fino all’intesa raggiunta lunedì 17 novembre, che impegna la Polizia provinciale a reperire e consegnare alcuni strumenti di dissuasione non cruenta (cosiddetti ‘cannoncini’) all’agricoltore danneggiato, il quale ne disporrà l’uso a sua discrezione. A seguito di un periodo ragionevolmente breve di verifica dell’efficacia del rimedio, il Comune e la Polizia provinciale torneranno al tavolo per valutare l’opportunità di rimuovere l’ordinanza, e dare quindi via libera al Piano di controllo con metodi tradizionali.
Giorgio Archetti, assessore al Welfare e Salute e benessere degli Animali, è soddisfatto: «Non siamo contrari tout court ai Piani di controllo, masarebbe stato più opportuno, oltre a darne notizia al Comune, che si fossero esperiti da subito metodi non cruenti di dissuasione dei piccioni. Ora l’agricoltore può avvalersi dei ‘cannoncini’, che speriamo sortiscano effetto. Tra i nostri interessi, infatti, c’è anche quello di proteggere le attività agricole dei nostri cittadini».

