
Queste indicazioni emergono dall’indagine congiunturale sul commercio al dettaglio realizzata in collaborazione tra Camere di commercio, Unioncamere Emilia-Romagna e Unioncamere.
Le tipologie. Il dettaglio specializzato è in difficoltà. Peggiora la tendenza già grave per quello in prodotti alimentari (-6,9 per cento) e va male lo specializzato non alimentare (-3,0 per cento). Per la prima volta dall’inizio della rilevazione le vendite degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini cadono del 3,0 per cento. Dopo avere riorientato le sue abitudini verso le grandi strutture non specializzate, il consumatore ora taglia decisamente i consumi.
L’andamento delle vendite è correlato alla dimensione aziendale. La flessione è stata molto pesante (-5,4 per cento) per la piccola distribuzione (da 1 a 5 addetti), ampia (-3,5 per cento) per quella media (da 6 a 19 addetti) e ridotta (-1,5 per cento) per le imprese di maggiore dimensione (da 20 addetti in poi).
Il Registro delle imprese. A fine trimestre erano attive 47.449 imprese del dettaglio, poco meno di un anno prima (-0,7 per cento, 348 unità). Crescono rapidamente le società di capitale (+4,3 per cento). Crisi della domanda e restrizione del credito gravano sulle società di persone (-258 per cento) e sulle ditte individuali (-255 per cento).
Si accentua il contrasto tra imprese strutturare e dotate di capitali e imprese minori basate sull’attività diretta di micro imprenditori.

