
“Un’imposta assurda e priva di logica – rimarca Garagnani – nata peraltro da un’esigenza puramente contabile dello Stato, quella di trovare in tempi stretti la copertura finanziaria agli ammanchi di bilancio”.
“Continueremo la nostra battaglia – conclude il coordinatore di Agrinsieme Emilia Romagna – per arrivare alla definitiva eliminazione di questa norma destinata a penalizzare di fatto proprio l’agricoltura più svantaggiata e meno produttiva del territorio emiliano romagnolo e che, per la prima volta nella storia, tassa gli agricoltori nelle aree maggiormente vulnerabili. Auspichiamo pertanto azioni future più ponderate e intelligenti, atte a favorire lo sviluppo di attività agricole nelle zone collinari-montane e non il suo contrario, senza perdere di vista l’obiettivo prioritario tante volte espresso dal Governo ma poi presto dimenticato, ossia il contrasto al dissesto idrogeologico in aree sensibili, bisognose e soggette a spopolamento”.

