
A Formigine il progetto coinvolge 18 ragazzi, che insieme, oppure suddivisi in gruppi a seconda del tipo di disabilità che presentano, svolgono una specifica attività motoria una volta la settimana durante l’orario scolastico, ma in un’ora aggiuntiva rispetto al programma curriculare. Durante quest’ora di attività sono accompagnati dai propri insegnanti di sostegno e da alcuni compagni di classe, che fungono da tutor nell’attività sportiva proposta. “Si parte dal disagio per arrivare all’integrazione – commenta l’Assessore allo Sport Simona Sarracino – grazie a questa iniziativa anche i ragazzi con abilità differenti hanno l’opportunità di esprimere le proprie capacità attraverso la pratica sportiva più idonea alla propria condizione e di costruire importanti rapporti con i coetanei che li affiancano nel progetto motorio”.
Nel progetto sono coinvolti istruttori di educazione motoria che hanno partecipato a un corso di specializzazione organizzato dal Coni di Modena e dal Cip Emilia-Romagna, nell’ambito del quale hanno assunto vaste conoscenze in merito alle diverse patologie, alle valutazioni fisiatriche e all’approccio psicologico con l’alunno disabile. Al progetto sono poi collegate due fasi molto importanti: l’ambulatorio di medicina dello sport, che ha lo scopo di affrontare le problematiche di salute connesse alla pratica sportiva dei disabili alla presenza di due medici dello sport, di un fisiatra, una nutrizionista, una dietista e un tecnico sportivo, e la rete di opportunità sportive che offre la prospettiva di un’attività extra-scolastica suggerendo e stimolando la partecipazione a società sportiva per disabili del territorio provinciale.

