
“Occorre sicuramente una riorganizzazione delle funzioni in capo al Corpo forestale dello Stato, ma non un suo accorpamento e un suo svilimento all’interno di altri corpi. In tanti anni di esperienza, il Corpo forestale dello Stato ha accumulato una specializzazione che ha a che fare con le politiche ambientali e agricole e che fa riferimento a funzioni che ritengo essenziali. Abbiamo la necessità di costruire nel nostro Paese un sistema di Polizia ambientale molto più efficace rispetto a quello che abbiamo oggi in essere per riuscire, tra le altre cose, a colpire la criminalità organizzata ambientale ed agroalimentare. La nuova normativa deve intrecciarsi con altri provvedimenti di recente approvazione come quello sui reati ambientali che, approvato pochi giorni fa dal Senato, introduce quattro nuove ipotesi di delitti colposi contro l’ambiente. Come abbiamo esplicitato anche nell’ordine del giorno presentato insieme ai colleghi, prima firmataria la reggiana Ileana Pignedoli, la riorganizzazione del corpo deve portare alla individuazione di un sistema nazionale di Polizia ambientale che coinvolga, certo, le competenze di alta specializzazione che il Corpo forestale dello Stato è stato in grado di mettere a disposizione del nostro Paese, ma anche altri pezzi di amministrazione che svolgono funzioni analoghe. Penso alle 2.800 unità di Polizia provinciale che, ovviamente, possono integrarsi e coordinare le loro attività e le loro competenze, penso ad altri pezzi delle forze dell’ordine che, in una diversa organizzazione, potrebbero anche costruire un argine molto più efficace contro i nuovi reati ambientali introdotti, qualche settimana fa, nel nostro codice penale”.

