
La legge n. 214 del 2011 denominata ‘Salva Italia’, ha liberalizzato completamente il regime degli orari nel settore del commercio, superando la normativa precedente che prevedeva l’obbligo della chiusura domenicale e festiva. Decisamente insignificanti i benefici per la categoria, in molti casi la legge si è rivelata penalizzante per le piccole attività del settore con un incremento dei costi e la diminuzione degli affari anche sul territorio vignolese. “E’ evidente che la crisi economica ha avuto gravi ripercussioni in particolare nel commercio e della piccola e media distribuzione. Settore, lo vogliamo ricordare, che a causa della deregulation in Italia (con aperture facoltative 7 giorni la settimana e h24) introdotta dal governo Monti, ha visto il ridimensionamento di circa un terzo delle attività esistenti, e l’acuirsi di quel processo di desertificazione che da tempo caratterizza le città, ma anche i piccoli comuni ed è causa di degrado”.
“La disciplina degli orari dei negozi – riprende Confesercenti – è sempre stata materia collegata, alle esigenze del territorio e quindi di competenza di Regione e Comuni pertanto non riconducibile ad interventi di tipo macroeconomico. Per questo ribadiamo l’esigenza di un accordo sulla falsa riga di quello modenese. Il sindaco ha manifestato apertura ed interesse rispetto le problematiche che ci sono a riguardo. E malgrado la legge non consenta ampi spazi di manovra, occorre a riguardo giungere ad una soluzione condivisa. Considerato che un incontro sul tema è già avvenuto ed un altro si terrà a breve, l’auspicio è che si possa arrivare a dare una risposta razionale ed organica al tema della aperture domenicali e festive definendo un calendario condiviso delle festività e delle domeniche in cui le strutture osservino uno stop. Materia sicuramente ostica da affrontare anche per la rigidità e le resistenze fin qui riscontrate a fronte della richiesta di introdurre maggiore flessibilità”, conclude Confesercenti.

