
Ordini in crescita. A Reggio Emilia nel quarto trimestre 2014 la meccanica è l’unico settore a far segnare il più sia nella produzione (2,3%) che negli ordini (1,7% con un +6,6& sull’estero) che, infine, nel fatturato (1,7%, con più 5,1% sull’estero). Tutto questo a fronte della tenuta dell’agroalimentare e della ceramica, solo grazie all’export, e al calo degli altri settori.
Calano le imprese. A calare, però, sono le imprese del comparto meccanico: tra il dicembre 2008 e il dicembre 2014 (negli anni della crisi, dunque) le imprese sono passate da 3319 a 2941, con un brusco -378 e -11,4% in termini percentuali. Il settore meccanico resta però importantissimo nella provincia di Reggio Emilia, con il 5,9% delle imprese attive (2941 appunto su 49.887) con una percentuale del 45,8% sul manifatturiero (che conta, in totale, 6,422 aziende). Nella meccanica il 76,3% hanno fino a 9 dipendenti, il 20% tra 10 e 49, il 3% tra 50 e 250 e lo 0,7% oltre i 250 dipendenti. Dati che, significativamente, sono praticamente uguali a quelli della provincia di Modena, l’altro territorio che nella meccanica fa la parte del leone.
Comune per comune. Guardando i comuni, sono 7 in provincia di Reggio Emilia a superare le 100 imprese meccaniche: il capoluogo (739) è di gran lunga il Comune con più alta densità di questo genere di aziende, seguono Correggio (131), Scandiano (124), Novellara (123), Casalgrande (120), Cavriago (107) e Bibbiano (103).
I mercati di sbocco. L’Europa della Ue a 27 è il primo mercato di sbocco dell’export, sfiora il 60%, seguono l’Asia (in particolare Giappone, India e Cina) che sale e supera il 15%, staccate America (soprattutto Usa e Canada) intorno al 10%, Europa extra Ue e Africa.
I commenti. “Abbiamo avuto modo di confrontarci con casi di successo, in particolare con Stefani della System che ha dato suggerimenti preziosi agli imprenditori presenti – sottolinea Erio Luigi Munari, Presidente generale Lapam Confartigianato -. La meccanica resta trainante per la nostra economia e occorre sostenerla, dando impulso alle medie imprese perché prendano coraggio e guardino all’estero. I dati sull’export dimostrano che una delle chiavi della ripresa è proprio questa. E’ necessario aggiungere che a Reggio Emilia vi sono tutti gli ingredienti per la tenuta e la crescita di questo settore: le imprese, la competitività, la propensione all’export, il capitale umano e un territorio in cui tutti questi ingredienti possono svilupparsi”.
“Il mercato ‘domestico’, quello Europeo, è di gran lunga preponderante, a dimostrazione che c’è ancora molto spazio fuori dalla ‘vecchia Europa’ – aggiunge Daniele Zanasi, presidente Meccanica Lapam -. Per questo come associazione di categoria siamo fortemente impegnati a dare supporto alle imprese del settore nella loro ricerca dei mercati giusti. Gli stessi casi che abbiamo portato a esempio nel nostro seminario dimostrano che è possibile crescere e che, per farlo, non è necessario aumentare la dimensione d’impresa. Anche le Pmi hanno potenzialità ancora da esprimere appieno”.
La conclusione per Franco Stefani di System: “Tre sono i fattori determinanti per il successo del comparto: la cura costante dell’eccellenza dei prodotti meccanici di questi territori; la credibilità aziendale, costruita nel tempo, anche attraverso l’affidabilità dell’assistenza e del post vendita; il monitoraggio sistematico dei mercati esteri e delle variabili, non solo economiche, che vi agiscono; l’invito agli imprenditori della subfornitura meccanica a proporsi come partner attivi nella soluzione dei problemi delle aziende committenti, per un miglioramento continuo non solo del singolo prodotto ma anche dell’intera filiera produttiva”.

