
La drammaturgia è stata sviluppata nel corso dell’intero anno scolastico 2014/2015 sotto la guida del regista Contartese, grazie alla collaborazione tra studenti, insegnanti, ed esperti della vita della contessa. Lo spettacolo, infatti, è il risultato di una ricerca volta all’integrazione di espressioni artistiche diverse (danza, musica dal vivo, canto e recitazione) a partire da un incontro tenutosi nel dicembre 2014 con Giovanna Caselgrandi dei Musei del Duomo, che ha illustrato ai ragazzi l’importanza storica di Matilde e le ragioni del suo fascino nel corso dei secoli. Figlia del Marchese Bonifacio di Canossa e di Beatrice di Lorena, Matilde visse in un periodo di profondi mutamenti religiosi e istituzionali, di continue lotte, di intrighi e scomuniche. Fu figura di riferimento per la costruzione del Duomo di Lanfranco e Wiligelmo, come dimostrano il testo e le miniature della “Relatio de innovatione ecclesie sancti Geminiani”, manoscritto medievale esposto ai Musei del Duomo. Ardente sostenitrice del Papato, dimostrò, donna in un mondo tutto al maschile, una forza straordinaria, sopportando lotte, dolori, umiliazioni e solitudine, in nome degli alti ideali nei quali credeva fermamente.
“L’esempio di determinazione e coraggio della contessa – spiegano i promotori – dà un valore formativo aggiunto all’esperienza degli studenti, coinvolti in modo originale e attivo nella ricostruzione e attualizzazione della storia. A riconoscere le potenzialità positive di questa sperimentazione sono stati anche i privati che hanno coperto i costi: circa ottomila euro. Al Soroptimist Club di Modena, che ha partecipato dalle prime fasi allo sviluppo del progetto grazie all’entusiasmo della presidente Rosarita Bertoli, si sono affiancati l’Istituto di ricerche Agrindustria, Nem–Hydraulics e Banca Interprovinciale”.

