
Le pigotte sono le <classiche> bambole di pezza fatte in casa, che dal 1988 sono diventate un simbolo per le campagne di raccolta fondi promosse dall’UNICEF. Quest’anno, adottare una pigotta significa partecipare alla Campagna “Una pigotta per arrivare a Zero” per ridurre la mortalità infantile. “Nel 2013 – spiega Adonella Ferraresi – Sono morti 6,3 milioni di bambini sotto i cinque anni per cause in gran parte prevedibili. Trecentomila in meno del 2012. UNICEF lavora per ridurre ancora questo numero finanziando medicinali e assistenza per la salute materna e infantile.” Le principali cause di mortalità infantile sono: complicanze per nascite premature (17%), polmonite (15%), complicanze durante il travaglio e il parto (11%), diarrea (9%), malaria (7%). “Adottare una pigotta significa aiutare l’UNICEF a salvare la vita a un bambino, a dargli il diritto di nascere e crescere sano” conclude Ferraresi che aggiunge “Il sisma che ha devastato il Nepal ha aperto un nuovo fronte che vede UNICEF impegnata in prima linea.”
La Pediatria del Policlinico di Modena vanta una lunga collaborazione con l’UNICEF tramite l’organizzazione di corsi di sensibilizzazione (advocacy) alla cooperazione internazionale per gli studenti della Facoltà di Medicina e delle scuole superiori. La donazione rientra in una lunga e proficua collaborazione tra la Pediatria del Policlinico e l’UNICEF.

