
L’utilizzo dei lavoratori nelle attività socialmente utili non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro e non comporta la perdita del trattamento straordinario di Cassa integrazione né la sospensione e la cancellazione dalle liste di mobilità.
I protocolli d’intesa sono stati firmati dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dai rappresentanti dei vertici degli Uffici giudiziari. Presso la Corte d’Appello di Bologna saranno impiegate 6 persone, 12 al Tribunale di Bologna, 1 in quello dei Minori e 1 presso il Giudice di Pace. Nella Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello saranno occupati 6 lavoratori, 3 nella Procura presso il Tribunale dei Minori e 11 in nella Procura ordinaria della Repubblica presso il Tribunale di Bologna.
“Questa è un collaborazione che è stata avviata nel 2011 – ha detto il sottosegretario alla Presidenza della Regione Andrea Rossi – Vogliamo proseguire sulla strada del sostegno ai lavoratori colpiti dalla crisi con ogni mezzo a disposizione e questa ulteriore opportunità di collaborazione è particolarmente necessaria a fronte di una situazione in cui non solo bisogna mantenere spendibili le competenze professionali disponibili, ma anche sostenere il contesto organizzativo degli uffici giudiziari che è caratterizzato da una forte carenza di organico, con notevoli problematiche ricadenti su ogni cittadino”
“Naturalmente – conclude il Sottosegretario – stiamo parlando di una iniziativa che offre un soluzione che può essere solo temporanea rispetto al problema della carenza di personale negli Uffici giudiziari bolognesi e che non prefigura situazioni stabili per i lavoratori”.

