
L’ipotesi è stata illustrata dal sottosegretario agli Affari regionali Gian Claudio Bressa nel corso di un incontro a Roma, giovedì 6 agosto, al quale hanno partecipato i rappresentanti dei soci pubblici dell’Autobrennero.
«La proposta di accordo, individuata sulla base della normativa europea – commenta Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia di Modena – rappresenta un primo passo importante, scaturito da un percorso avviato dagli enti locali con il ministro Delrio che ha come obiettivo quello di indicare una prospettiva certa e la necessaria capacità di investimento alla società di gestione. Ora verificheremo nei dettagli la proposta del Governo per individuare eventuali osservazioni e suggerimenti a un accordo che potrebbe sbloccare una situazione aperta da troppo tempo, visto che si parla di una infrastruttura strategica per l’economia modenese e degli investimenti sulla Cispadana e bretella Campogalliano-Sassuolo».
Il percorso individuato prevede che lo Stato, in accordo con enti locali, affidi, tramite concessione trentennale, la gestione dell’A22 a una società “in house” a totale capitale pubblico, come previsto dalla direttiva europea 23 del 2014; l’attuale società di gestione è pubblica all’85 per cento, quindi in caso di affidamento del servizio, i soci pubblici dovranno acquisire le azioni dei privati.
La società affidataria assume gli obblighi del servizio pubblico, compresi la progettazione e la realizzazione degli investimenti, anche quelli acquisiti tramite gare europee da Autostrada del Brennero, come la bretella Campogalliano-Sassuolo, la Cispadana e il raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi.
Grazie all’accordo, inoltre, diventeranno disponibili risorse per oltre 550 milioni di euro del fondo ferrovia accantonati per il finanziamento del tunnel del Brennero e relative tratte di accesso.

