
Il mondo ci presenta in questo momento scenari terribili: il Natale 2015 purtroppo è per molti un Natale di sangue, un Natale di guerra. È stupefacente come sia facile e veloce abituarsi a certe parole, per decenni escluse ed esorcizzate. Siamo in un Natale di guerra e questo è una contraddizione altissima. Occorre che tutti, ad ogni livello di responsabilità, dai capi di Stato al semplice cittadino, manteniamo in questo momento la capacità di riflettere, di andare al fondo delle cose, di unire l’azione alla intelligenza per una sua efficacia duratura, anziché lasciarsi travolgere da emozioni puramente istintive. La Storia, anche recente, ci insegna che paradossalmente è più facile fare una guerra e vincerla rispetto al gestirne poi le conseguenze. Su queste bisogna concentrarsi. Auguriamoci che i grandi della terra vengano in questa occasione illuminati.
Auguro a ciascuna famiglia e ad ogni cittadino serenità e forza; chiedo a chi sta meglio di pensare in questo periodo anche a chi ha bisogno dell’aiuto di altri per raggiungere quella serenità di cui ognuno di noi ha bisogno.

