
L’origine dei fatti ieri intorno alle 08.45 quando nel corso di un controllo alla circolazione stradale eseguito in via Lincoln di Reggio Emilia i Carabinieri del Nucleo Radiomobile fermavano un’autovettura Opel Kadett con targa svizzera. Durante le procedure di identificazione un cittadino asseritamente russo forniva le generalità ai Carabinieri sostenendo di essere sprovvisto di documenti. Tuttavia la circostanza della presenza nel vano motore di un borsello con strumenti da scasso e chiavi passe-partout per l’apertura di porta blindate ha insospettito gli operanti che conducevano l’uomo in caserma per sottoporlo ai rilievi dattiloscopici. Tali verifiche permettevano di acclarare che il cittadino russo veniva identificato per il sunnominato 22enne georgiano come peraltro risultato al Ministero degli Affari Interni della Georgia. Alla luce di tutto ciò e considerato che il 22enne aveva dichiarato false identità, veniva dichiarato in arresto. Con la reale identità cambiava anche lo status giuridico dell’interessato che con le false generalità risultava incensurato mentre con l’identità scoperta dai Carabinieri risultava censito alla banca per vari reati in particolare contro il patrimonio (furti in abitazione). Il possesso del borsello con strumenti da scasso quindi non era un caso. Tra i vari oggetti sequestrati all’uomo, vi erano anche una “key bumping”, detta “chiave magica”, usata per aprire le serrature con cilindro a “profilo europeo” e il cosiddetto “grimaldello bulgaro” di solito usato per aprire le serrature a “doppia mandata”.
La posizione del georgiano è ora al vaglio dei Carabinieri reggiani che vogliono verificare se l’uomo nel recente passato si sia reso responsabile di furti in abitazione. Al riguardo concordanti elementi potranno ottenersi dalle impronte dell’arrestato con quelle repertate in sede di sopralluogo nelle abitazioni svaligiate.

