
“Attualmente – afferma l’assessora – come Servizi sociali aiutiamo in vari modi oltre 1700 nuclei; per capire come intervenire nei confronti di queste altre famiglie, che al momento attuale non sappiamo nemmeno quante siano, da dove vengano e quali bisogni esprimano, abbiamo bisogno innanzitutto di capire chi sono”. L’assessora ha quindi definito l’incontro di oggi “interlocutorio” esprimendo “preoccupazione per il permanere di una situazione di illegalità che probabilmente coinvolge minori e che potrebbe avere ripercussioni civili e penali di cui ora non si immaginano gli esiti. Ai nostri interlocutori – continua – abbiamo confermato la necessità di conoscere le persone, italiane e straniere, e i loro problemi. È questo il presupposto per avviare un dialogo finalizzato a verificare la possibilità di percorsi di sostegno, fermo restando la condanna per un atto illegale”.

