
A gennaio 2016 la produzione nel comparto costruzioni ha registrato, rispetto al mese precedente, un calo dell’1,5%. In positivo l’andamento nella media del trimestre novembre 2015 – gennaio 2016 che ha registrato un aumento della produzione dell’1,9% rispetto al trimestre precedente. Il consuntivo del 2015 vede la produzione nelle Costruzioni segnare, al netto degli effetti di calendario, una flessione tendenziale dell’1,9% rispetto al 2014, la meno intensa registrata dal 2010 a oggi.
“Nelle Costruzioni assumono una specifica centralità le politiche di incentivazione della manutenzione degli immobili – continua Ferrari -. Nell’ultimo biennio le manovre di bilancio (Leggi di stabilità 2015 e 2016 ) hanno sostenuto l’ecobonus e le agevolazioni sulle ristrutturazioni mettendo a disposizione risorse nel triennio 2016-2018 pari a 2.332 milioni di euro, una media di 777 milioni all’anno equivalente allo 0,6% degli investimenti fissi lordi nelle Costruzioni”. Nel corso del 2015 si registrano ritenute d’acconto per 1.624 milioni di euro che sottendono spese per ristrutturazioni e per risparmio energetico sostenute dalle famiglie per 24.766 milioni di euro. “Questo è proprio il segno che quanto andiamo dicendo da anni sull’opportunità di rendere strutturale questa forma di incentivo è giusto – conclude il presidente Lapam Comparto Costruzioni – L’effetto volano per il settore e per il mercato interno è evidente”.
Sul lato della domanda nel 2015 i volumi di compravendita degli immobili residenziali registrati sono in salita del 6,5% rispetto al 2014, in Emilia Romagna (+6,8%), a Modena il calo tra il 2008 e il 2015 è pesantissimo (-41.9%), ma con un rimbalzo (+5%) tra il 2014 e il 2015, comunque inferiore a quello nazionale e regionale. Sempre nel 2015 volumi di compravendita degli immobili non residenziali – commerciali e produttivi – sono in salita del 3,8 % rispetto al 2014. In Emilia Romagna è solo un +0,3%, un dato che peggiora a Modena (-1,5% tra 2014 e 2015 e -44,3% tra 2008 e 2015), anche qui la nostra provincia fa registrare numeri peggiori rispetto al confronto con Italia ed Emilia-Romagna. Afferma Ferrari: “Qui si sconta tutta la crisi economica che si abbatte sulle micro e piccole imprese diffuse, compresa la minor convenienza e minor interesse di investimento sugli immobili, piuttosto che su altri beni connessi alla produzione”.

